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La lectio divina è la pratica spirituale di invitare Cristo a parlarci attraverso la preghiera e la lettura della sua Parola, seguendo le orme dei credenti che ci hanno preceduto.
Possiamo esplorare le meravigliose complessità della Bibbia con coraggio e curiosità.
Prima di procedere, prenditi qualche minuto per preparare il tuo cuore, la tua mente e il tuo corpo a questa esperienza spirituale.
Inspirando profondamente, identifica qualsiasi pensiero, un sentimento che potrebbe impedirti di arrenderti alla volontà dello Spirito Santo.
In questo momento.
Inspirando lentamente, abbandona i tuoi pesi e le tue ansie al Signore Gesù.
Sei il benvenuto in questo luogo.
Parlami il tuo servo ti ascolta.
Oggi seguiremo le quattro fasi della Lectio divina leggere, riflettere, rispondere e riposare mentre preghiamo.
Analizzando un passaggio della Lettera di San Paolo alla Chiesa primitiva di Roma.
Leggi Romani, Capitolo otto, versetti dal 31 al 39.
Che diremo dunque di fronte a realtà così meravigliose come queste?
Se Dio è per noi, chi può mai essere contro di noi se Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le altre cose con Lui?
Chi oserebbe accusare noi, quelli che Dio si è scelto?
Proprio nessuno, dal momento che Dio stesso c’è, dichiarati giusti davanti a sé?
Chi ci potrebbe ancora condannare?
Proprio nessuno.
Dal momento che Gesù Cristo è morto per noi e ancor di più è risuscitato per noi e occupa il posto d’onore alla destra di Dio, intercedendo in nostro favore.
Chi potrà mai separarci dall’amore di Cristo?
Sarà forse l’oppressione o l’angoscia, la persecuzione o la fame, l’indigenza, il pericolo
o la minaccia di morte, come dicono le Scritture?
Per causa tua siamo messi a morte.
Ogni giorno siamo trattati come pecore da macello.
No, perché nonostante tutte queste avversità, noi siamo più che vincitori, proprio grazie a Cristo che ci ama.
Sono infatti sicuro che niente potrà mai separarci dall’amore di Dio, né morte, né vita, né angeli e demoni, né preoccupazioni quotidiane.
Le incertezze del domani e neppure le potenze dell’inferno,
potranno mai separarci dall’amore di Dio.
Non esiste alcun potere né in cielo né in terra.
Assolutamente nulla in tutta la creazione che potrà mai separarci dall’amore di Dio che si manifesta in Cristo Gesù, nostro Signore.
Sapendo in prima persona cosa significasse essere accusati e condannati per la propria fede.
San Paolo non commise errori.
Il popolo di Dio stava soffrendo.
Nel cuore della città i pilastri del Pantheon si ergevano come sentinelle.
Un promemoria costante del dominio e del paganesimo di Roma.
I nuovi cristiani si ritrovarono rapidamente emarginati all’interno di questa cultura.
Alcuni, tra cui San Paolo, si ritrovarono nelle stive della prigione Mamertina, condannati per il tradimento, cioè adorare il re Gesù.
Quest’era di persecuzione continuò anche dopo il martirio di Paolo.
Un secolo dopo le grida morenti dei cristiani avrebbero echeggiato attraverso le volti e gli archi del Colosseo,
mentre l’imperatore Nerone mostrava pubblicamente il suo odio per la fede.
Immagina di essere tra quei primi credenti e di sentire la domanda di San Paolo letta ad alta voce.
Tutta questa sofferenza significa che Dio non ci ama più.
Poni questa domanda a Dio. Ora?
No. Perché nonostante tutte queste avversità, noi siamo più che vincitori, proprio grazie a Cristo che ci ama nel mezzo della tribolazione.
San Paolo sfida audacemente la disperazione.
Sebbene fossi stato incriminato dai potenti del suo tempo.
Paolo sapeva che il suo vero perdono era già stato concesso.
La venuta di Gesù nel mondo e la sua vittoria sulla croce resero chiaro che Dio non aveva rinunciato al suo popolo, indipendentemente dal ragionamento umano.
Paolo aveva una speranza che durava più a lungo del dolore.
Paolo aveva imparato che la sua speranza non era in questo mondo, ma in colui che aveva vinto questo mondo, anche quando aveva tentato di ucciderlo.
Spostando la tua attenzione verso ciò che è dentro di te, cosa tiene prigioniera la tua speranza oggi?
In che modo le lotte e le delusioni ti hanno rubato la gioia?
Gesù, fai risplendere la tua luce nei luoghi più oscuri del mio cuore.
Rivela le aree della mia vita in cui ho perso la speranza.
Rileggi mentre rileggiamo il brano.
Cerca di percepire una parola o una frase che lo Spirito Santo sta evidenziando per te oggi.
Romani Capitolo otto versetti dal 31 al 39.
Che diremo dunque di fronte a realtà così meravigliose come queste?
Se Dio è per noi, chi può mai essere contro di noi?
Se Dio non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti?
Non ci donerà forse anche tutte le altre cose con Lui?
Chi oserebbe accusare noi, quelli che Dio si è scelto?
Proprio nessuno, dal momento che Dio stesso ci ha dichiarati giusti davanti a sé?
Chi ci potrebbe ancora condannare?
Proprio nessuno, dal momento che Gesù Cristo è morto per noi e ancor di più è risuscitato per noi e occupa il posto d’onore alla destra di Dio.
Intercedendo in nostro favore.
Chi potrà mai separarci dall’amore di Cristo?
Sarà forse l’oppressione o l’angoscia, la persecuzione o la fame, l’indigenza, il pericolo o la minaccia di morte, come dicono le Scritture?
Per causa tua siamo messi a morte ogni giorno.
Siamo trattati come pecore da macello? No.
Perché nonostante tutte queste avversità, noi siamo più che vincitori, proprio grazie a Cristo che ci ama.
Sono infatti sicuro che niente potrà mai separarci dall’amore di Dio, né morte, né vita, né angeli e demoni, né preoccupazioni quotidiane, né incertezze del domani.
E neppure le potenze dell’inferno potranno mai separarci dall’amore di Dio.
Non esiste alcun potere né in cielo né in terra.
Assolutamente nulla in tutta la creazione che potrà mai separarci dall’amore di Dio che si manifesta in Cristo Gesù, nostro Signore.
Rispondi.
Quale pensiero o immagine che è saltata all’occhio mentre ascoltavi la Scrittura?
Parlane con Dio. Ora.
Per Paolo la potenza di questo brano sembra arrivare al versetto 32, poiché non ha risparmiato neppure il proprio figlio.
La volontà del Padre di sacrificare il proprio figlio è la dimostrazione definitiva dell’amore di Dio per noi.
La volontà del Padre di sacrificare il proprio Figlio è la dimostrazione definitiva dell’amore di Dio per noi.
Se Dio è stato disposto a pagare un prezzo del genere per liberarti, allora chi sei tu per condannarti a una vita di vergogna?
Perché permettere al rimorso di impedirti di ricevere la misericordia che Cristo ha ottenuto per te?
L’amore di Dio era la fonte dell’audacia di san Paolo.
Grazie a questo riusciva a vedere ogni prova che incontrava, non come prova dell’assenza di Dio, ma come un invito a una fiducia più profonda e un’opportunità per glorificare il suo Salvatore.
In questo momento sacro inizia a ringraziare il Signore per le circostanze della tua vita che ti hanno portato a dipendere più significativamente da Lui.
Gesù, dammi il coraggio di vedere la mia sofferenza come la vedi tu.
So che le tue vie sono migliori delle mie.
Riposa ora, dopo aver letto, riflettuto, risposto alla Scrittura.
Prenditi del tempo per riposare semplicemente in Gesù che è presente attraverso la Parola vivente di Dio.
Non c’è niente che tu debba dire o fare.
Goditi semplicemente il fatto di sederti sotto lo sguardo amorevole del Signore.
Conclusione.
Mentre questo momento di preghiera volge al termine, prendi coraggio da questa citazione di Massimiliano Kolbe, un sacerdote che persino negli orrori di Auschwitz confidò nell’amore infallibile di Dio Se solo conoscessimo il prezioso tesoro nascosto nelle infermità, le riceveremmo con la stessa gioia con cui riceviamo le più grandi benedizioni e le sopporteremo senza lamentarci, ringraziando continuamente Dio per averle inviate.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era in principio, ora e sempre.
Amen.